termine: 

accènto

aumento di intensità sonora sulla vocale di una sillaba; a. grammaticale, tonico e fonico; tonico dà l’accentazione della parola; fonico distingue il tipo di suono, se grave (`) o acuto (´); su a, i, u si segnano gravi (à, ì, ù), mentre su e, o possono essere gravi (è, ò) o acuti (è, ó); es. S’òde a dèstra uno squìllo di trómba; gli accenti su òde, dèstra e trómba oltreché tonici sono fonici, i primi due gravi e l’ultimo acuto; a. metrico, cade secondo il ritmo su una o più sillabe del verso, es. S’ode a dèstra uno squìllo di trómba; a. sintagmatico, cade sul sintagma e può essere coincidente con quello metrico, es. S’òde a destra | uno squìllo di tromba (Manzoni); a. principale, che ha maggior rilievo, es. col trémito dél batticuóre (Pascoli), gli a. p. cadono su 2a e 8a sillaba, mentre sulla 5a l’a. è secondario, cadendo su una preposizione; a. ribattuti, di a. che cadono in due posizioni metriche contigue, es. Sul finissimo lìn pòsi, e s’asconda (Parini), qui gli a. r. cadono in 6a e 7a sillaba, ed è possibile anche per effetto della cesura dopo lìn; a. opzionale o facoltativo, che si può scegliere tra due possibilità accentative; a. grafico, il segno d’accento.


Modificato: sabato 8 marzo 2014 11.33  



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